Catalano, Ti amo ma posso spiegarti (Miraggi, 2011) * Mangialibri, 26 apr 2012

catalano_tiamoUn uomo in bicicletta oltrepassa l’orizzonte degli eventi, un non luogo dal quale, se hai la sventura di capitarci, non puoi più scappare. Prova a usare il cellulare, ma una voce registrata lo informa che dovrebbe essere già morto “dato che secondo le previsioni della relatività generale nel posto in cui ti trovi la temperatura dovrebbe essere così alta da non essere neanche misurabile”. L’uomo vorrebbe trovare conforto in una sigaretta, ma ha dimenticato l’accendino. Riceve quindi una chiamata dalla fidanzata, la quale gli comunica che sta con un altro. Non gli rimane che sedersi su un marciapiede e attendere per “ventuno miliardi di anni”. Un vero incubo beckettiano, insomma, se non fosse per l’epifanico incontro con un tizio biancovestito, con “ciuffo banana”, basettoni neri e chitarra a tracolla: sì, è lui, è Elvis. Se ne deduce che l’orizzonte degli eventi deve essere quella landa nebbiosa nella quale scompaiono i miti e che anche il nostro uomo – per quanto piuttosto sfigato – è destinato a diventarlo.

È lui il protagonista di Ti amo ma posso spiegarti, raccolta di versi poetici anarchici, pregni dell’estetica del loser e decisamente spassosi. L’autore, la cui performatività è parte integrante della produzione scrittoria, anticipa nel “preambolo”: “Una volta, quando mi dicevano che sta roba non è poesia rispondevo che anche Montale andava un sacco a capo. Non funzionava. Poi mi son convinto che non è poesia. Più che altro mi ha convinto il mio commercialista. Qui dentro ci sono 47 cose andate molto a capo. Con tutta probabilità è poesia. Secondo me spacca”. Il tema è – inevitabilmente – l’amore: Catalano lo reinventa a modo suo, con echi di Bukowski e Paolo Rossi e un piglio naif, dispensando divertenti sgrammaticature, neologismi e licenze poetiche: “son felice di non essere nato donna / non avrei potuto sopportare / di non essere la donna più bella del mondo / e con i geni che mi son toccati in sorte / difficile pensare che lo essèvo”. Ma Ti amo ma posso spiegarti non è solo humour. Se lo si può evincere da l’uomo che oltrepassò l’orizzonte degli eventi mentre andava dalla sua fidanzata in bicicletta, già alcune pagine prima ci si imbatte in un momento sublime, che richiama le strisce di Bill Watterson: “la mia solitudine / è una tigre ammaestrata / siamo amici fin da piccini / ci vogliamo bene / giochiamo come bambini / può staccarmi la testa con un morso / in qualsiasi momento”.

Brillante e surrealista, calzante nelle belle edizioni Miraggi, con la sovraccoperta da imballaggio e gli inserti in negativo, Ti amo ma posso spiegarti è un libro per tutti, il regalo che solo un musone inveterato può non apprezzare. Torinese, classe ’71, alla sua quarta fatica, Catalano conosce la chiave per strappare il sorriso: basta iniziare a sfogliarlo o, meglio, vederlo dal vivo per verificare. Che la sua sia poesia o no è, al momento, irrilevante.

Annunci

Informazioni su Mauro Maraschi

Editor
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...