Tom Rob Smith, Bambino 44 (KULT, 15 aprile 2008)

Chikatilo, il mostro di Rostov, è uno degli assassini seriali più agghiaccianti della storia. Tra il ‘78 e il ‘90 uccise e mangiò almeno 52 persone. Non stupisce che la sua vicenda abbia già ispirato due film, Cittadino X di Chris Gerolmo ed Evilenko di David Greco, nonché svariati documentari. Anche perchè il connubio tra macabra cronaca nera e simbolismo storico/politico conferisce al personaggio un’aura di inquietudine senza precedenti.

Se altrove questo comunista che mangiava bambini è stato affrontato con piglio documentaristico, oggi Chikatilo diventa protagonista di Bambino 44, il thrilleral cardiopalma dell’esordiente Tom Rob Smith, appena edito in Italia da Sperling & Kupfer. Smith, avvalendosi della propria abilità diegetica da ex sceneggiatore di soap opera, imbastisce infatti una macchina dell’orrore pressoché perfetta. La sua scrittura è implacabile, di quelle che estinguono il punto e virgola. La descrizione di paesaggi innevati dalla disperazione popolare è minimale quanto impietosa. E il clima di censura della Russia del dopoguerra è verosimile e sempre attento a eludere cliché. La traslazione temporale degli avvenimenti nel 1953 impregna poi ogni pagina dell’apprensione tipica dei totalitarismi. Non è un caso che Ridley Scott, già ai primi sentori di caso editoriale, abbia acquistato i diritti del romanzo per farne un film.

Il reale innesco della narrazione è la morte di un bambino, ufficialmente investito da un treno. A Leo Stepanovic Demidov, integerrimo agente del MGB (il futuro KGB), viene affidato il compito di sedare le intemperanze dei genitori, convinti che il loro bambino sia stato assassinato. Ma quando riceverà l’ordine di non indagare nemmeno sulle morti che seguono, Leo intuirà un palese tentativo di insabbiamento. Si trasformerà allora da inquisitore ligio al sistema a preda dello stesso, costretto a riconsiderare la propria obbedienza e a mettere in gioco la sua stessa vita privata, nel momento in cui gli verrà ordinato di arrestare la moglie Raisa. E il lettore, seguendo Leo in un climax persecutorio inarrestabile, si troverà così catapultato nel soffocante labirinto delle gerarchie militari.

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